Arresti di mafia a Gela, tra i fermati c'è anche un pentito

Droga e armi, spallata alla mafia nissena: 10 arresti nel clan Rinzivillo

Droga e armi, spallata alla mafia nissena: 10 arresti nel clan Rinzivillo

I Fermati sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla detenzione, traffico e spaccio di stupefacenti e alla manipolazione (rendendo idonee allo sparo armi giocattolo o a salve) alla vendita, cessione di armi comuni da sparo. Un duro colpo è stato infierito stamani al clan Rinzivillo, con una retata condotta dagli agenti della squadra mobile di Caltanissetta e dal commissariato di Gela. Contestata anche l'aggravante di avere commesso i fatti al fine di agevolare l'associazione mafiosa denominata cosa nostra operante a Gela sul resto del territorio siciliano.

Tra gli arrestati di oggi spicca il ruolo di Carmelo Vella e dei suoi figli, Majch e Graziano che risulterebbero i meccanici, autori delle trasformazioni delle armi giocattolo in armi vere.

Le indagini della squadra mobile di Caltanissetta, diretta dal vice questore Marzia Giustolisi, sono cominciate nel 2013 quando Roberto Di Stefano iniziò a collaborare con la giustizia fornendo informazioni su cosche, famiglie e personaggi che sapevano modificare armi e trafficavano droga.

Queste ultime indagini, non soltanto hanno offerto un ulteriore riscontro a tali risultanze, ma hanno, anche, permesso di identificare gli altri soggetti che li coadiuvavano nello svolgimento dell'attività criminale, ben consapevoli di offrire il loro contributo operativo ad importanti esponenti della consorteria mafiosa.

Due degli arrestati, secondo quanto è emerso dalle precedenti operazioni di Polizia "Malleus" e "Fabula" e alla luce dei successivi processi che si sono conclusi con condanne, erano risultati essere rilevanti esponenti del clan specializzati nello smercio di droga nel centro gelese.

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