TIM, Elliott: decisione tribunale è solo "democrazia ritardata, non negata"

Eleggere il cda Tim del 4 maggio fa comodo sia a Elliott che a Vivendi

Eleggere il cda Tim del 4 maggio fa comodo sia a Elliott che a Vivendi

Il fondo Elliott perde una battaglia e forse anche un po' di smalto. Domani, secondo la convocazione dell'assemblea del 10 marzo, e' prevista la nomina di un amministratore (cioe' Amos Genish che dovrebbe essere nominato visto che era stato cooptato in cda) ma non e' sicuro che tale nomina non slitti direttamente al 4 maggio. La Cdp resta alla finestra.

La Borsa reagisce positivamente: Telecom segna a metà pomeriggio un +0,14% a fronte di un indice Ftse Mib piatto. È il commento del fondo Elliott alla decisione del Tribunale di Milano di annullare l'integrazione dell'ordine del giorno dell'assemblea di Tim del 24 aprile e lasciare il rinnovo del cda al 4 maggio. Pertanto, come si evince dal provvedimento, non è stata condivisa l'ipotesi prospettata da Elliott in base alla quale le dimissioni in blocco sarebbero state "abusive" e non avrebbero dovuto far scattare la clausola sopracitata. Il giudice "dispone la sospensione dell'efficacia della delibera impugnata, adottata dal collegio sindacale di Tim il 27 marzo 2018, recante integrazione dell'odg dell'assemblea dei soci convocata per il 24 aprile 2018".

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