Trattativa Stato-mafia: condannati ufficiali Ros, Dell'Utri e boss

Trattativa Stato-mafia, oggi la sentenza dopo cinque anni

Trattativa Stato-mafia, oggi la sentenza dopo cinque anni

E' probabile che alcuni partiti, la Lega in primis, stessero aspettando la prima sentenza sulla Trattativa Stato-mafia per prendere le dovute scelte politiche riguardo la formazione di un governo.

Agende Rosse e Scorta civica - Una cinquantina di persone che fanno parte delle associazioni Agende rosse e Scorta civica hanno applaudito i magistrati del pool della trattativa Stato mafia - Nino Di Matteo, Francesco Del Bene, Roberto Tartaglia e Vittorio Teresi - all'uscita dall'aula bunker del carcere Pagliarelli di Palermo. Ma la matassa si va complicando, nel più classico degli intrecci di casa nostra: quello tra politica e giustizia. Nove gli imputati: gli ex vertici del Ros Mario Mori, Giuseppe De Donno e Antonio Subranni, il fondatore ed ex senatore di Forza Italia Marcello Dell'Utri, i boss Leoluca Bagarella e Nino Cinà, il pentito Giovanni Brusca. Assolto invece l'ex ministro Nicola Mancino, perché il fatto non sussiste.

Mancino: 'E' finita la mia sofferenza' - "Sono sollevato". Per l'ex ministro dell'Interno Nicola Mancino, che recentemente ha deposto un'ultima testimonianza dichiarandosi totalmente estraneo ai fatti, la procura ha sollecitato una condanna a 6 anni. Finito al centro di polemiche e contrasti istituzionali, accusato di "intelligenze col nemico", D'Ambrosio è morto d'infarto, nell'estate del 2012. Dal colloquio, secondo quanto ha raccontato oggi Lipari alla prima sezione della Corte d'Appello di Palermo, emerse che Ciancimino avrebbe voluto parlare direttamente con "il primario", cioe' Salvatore Riina, e non con "l'aiuto", lo stesso Provenzano. Dice: "Ora abbiamo la certezza che la trattativa ci fu". Messaggio che secondo l'accusa sarebbe stato poi recapitato a Berlusconi. Condannati tutti gli altri imputati; nello specifico: Baragarella è stato condannato a 28 anni. Per lo stesso reato dovrà scontare 12 anni anche il bosso Antonino Cinà.

Di Matteo, accertati rapporti boss-istituzioni - "Questa sentenza, dopo cinque anni, riconosce che parte dello Stato negli anni delle stragi trattava con la Mafia e portava alle istituzioni le richieste di Cosa Nostra". Subito dopo, il Consiglio dei ministri nella seduta dell'8 giugno 1992 approva il decreto-legge "Scotti-Martelli" (detto anche "decreto Falcone"), che introduce l'articolo 41 bis, cioè il carcere duro riservato ai detenuti di mafia.

Gli ex vertici del Ros Mario Mori e Antonio Subranni sono stati condannati a 12 anni per minaccia a corpo politico dello Stato. Massimo Ciancimino, supertestimone, è stato condannato a 8 anni per calunnia nei confronti dell'ex capo della polizia Gianni De Gennaro, ma è stato assolto dall'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa.

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