Condanne ridotte agli assassini di Marco Vannini

Guidonia, scappa con 600mila euro di risparmi di famiglia presi dalla cassaforte del padre. In manette 31enne con la compagna

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Mi hanno ammazzato un figlio a vent'anni. Antonio Ciontoli è accusata di omicidio volontario, mentre moglie e figli di omicidio colposo. Antonio Ciontoli, i due figli dell'uomo, Martina e Federico, e la fidanzata di quest'ultimo, Viola Giorgini.

Numerose erano state fin dal principio le perplessità, soprattutto dei famigliari della vittima, che si dissero fortemente sospettosi della versione fornita all'epoca da Ciontoli.

Le proteste della madre di Marco, Marina, non si sono fermate a semplici osservazioni di disaccordo e disapprovazione: insiste infatti a voler contestare la decisione dei giudici, sia per la condanna di omicidio volontario imputata al solo Antonio Ciontoli, sia per la durata della pena -14 anni di carcere, anziché 21, come richiesti invece dalla Procura-.

I tre giudici della Corte di Appello hanno anche negato il permesso ai genitori di Alfie di fare ulteriore appello alla Corte Suprema, tuttavia il ricorso può essere presentato lo stesso, sarà la stessa Corte Suprema a valutare il caso e decidere se accoglierlo per discuterlo in udienza o semplicemente respingerlo, come peraltro è già accaduto nel precedente iter giudiziario. La Prima Corte di Assise ha condannato inoltre a 3 anni per omicidio colposo la moglie di Ciontoli, Maria Pezzillo, e i due figli, Martina e Federico. "Riconsegnerò la mia scheda elettorale perché mi vergogno di essere una cittadina italiana" denuncia a gran voce la mamma di Marco Vannini, il 20enne morto a Ladispoli all'interno della casa della fidanzata. Mio figlio è morto all'età di vent'anni e nessuno, nessuno, dice qualcosa in favore di questo ragazzo.

Quell'uomo (Antonio Ciontoli, che fece partire il colpo di pistola, ndr) ha fatto si' che mio figlio morisse, Marco urlava come un disgraziato in quella casa.e gli dai solo 14 anni? E ai soccorritori i Ciontoli avevano detto una serie di bugie: che il giovane era scivolato, poi che aveva avuto un attacco di panico dopo uno scherzo, e che si era ferito con un pettine.

Alfie è affetto da una patologia che non è stata ancora bene diagnosticata, ma che gli ha causato una grave condizione neurologica degenerativa, per la quale è in stato vegetativo dal dicembre 2016. L'imprudenza legata all'utilizzo di una arma, regolarmente detenuta, in una sorta di "folle gioco" e la colpevole incoscienza di non avere avvisato subito i soccorsi che, ha dimostrato una perizia, se fossero intervenuti subito avrebbero potuto salvare la vita del 21enne. Basta!", continuava a sbraitare - e che la parola di suo figlio è inattendibile. "Perché ora mi accusa? "Ho sempre confidato nella giustizia, ma oggi capisco che è dalla parte di chi uccide".

Per la famiglia di Alfie sono ore drammatiche, i giovani genitori, 21 anni il papà e 20 la mamma, stanno combattendo una battaglia disperata, forse più grande di loro.

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