Nessun faccia a faccia tra Di Maio e Salvini

Il presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella. REUTERS  Alessandro Bianchi

Il presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella. REUTERS Alessandro Bianchi

La novità è delle ultime ore. Ecco cosa sta accadendo in questo confuso momento della politica italiana.

Uno strale nei confronti del Partito Democratico quello scoccato da Antonello Fiorucci, della mozione "Nativi Democratici" - che aggiunge crepa su crepa al già malandato sistema di relazioni interne al partito. Oggi il nuovo affondo di Di Maio: "Io non chiedo un parricidio o un tradimento, ma dico, e lo dico a Berlusconi, dopo 24 anni è momento di far partire un governo delle nuove generazioni, un governo del cambiamento".

Non c'è dubbio che il Cavaliere sia sotto pressione e che Salvini si muova ormai in assoluta autonomia dagli alleati: né Berlusconi né la Meloni erano stati avvisati che la presidenza della Commissione speciale a Montecitorio - in quota centrodestra - invece di andare a Giorgetti sarebbe toccata a Molteni.

Viva la sincerità. Se il leader della Lega, primo fra i premier in pectore, aveva bisogno di sondare la pancia della Liga trevigiana e veneta, ha avuto subito riscontri. Matteo Salvini e Luigi Di Maio sono animali da campagna elettorale e in quell'acqua vogliono nuotare dalla mattina alla sera. O ancora: "Ci sono dei passi avanti nella formazione del governo che voglio manifestare a Mattarella". Non abbiamo la bacchetta magica, ma nella prospettiva di un governo cittadino di almeno 10 anni faremo un patto con i cittadini per ridare a Terni quello che è mancato in questi anni. "Richiamiamo pertanto la necessità e l'urgenza di aprire il prossimo tavolo di coalizione con questa proposta della Lega alla quale Fd'I non mancherà di fare avere il proprio fattivo contributo". Insomma, sulla carta una posizione unitaria, ma la coesione è solo di facciata: appena terminata la riunione fonti di Forza Italia fanno sapere che il centrodestra è unito nel chiedere un incarico a Salvini per un governo che vada a cercarsi i voti in Parlamento. "Di veto in veto in veto non si va lontani, bisogna rispettare il voto degli italiani". La Lega di Salvini in Parlamento ha votato il 70 per cento delle volte in maniera diversa da Fi. "Dal centrodestra e io immagino dai Cinque stelle, se vogliono ragionare seriamente". Qualcosa di rischioso che non sembra però preoccupare il diretto interessato. Quanto ai dem, nonostante il fronte del dialogo con il M5s cresca, le prospettive per un'apertura non sono mature. No, quelle parole non sono il segnale che Salvini ha deciso di sganciarsi da Berlusconi, ma un ultimatum velenoso sì, secondo i vertici del M5S. Di tutt'altro avviso il segretario reggente, Maurizio Martina: "Lo scenario vede il Pd attestato sulla linea decisa in direzione. Noi siamo radicalmente alternativi a loro per questo non ci potranno essere accordi".

"La Lega continua a crescere in Provincia di Chieti - afferma il coordinatore provinciale Nicola Campitelli - cresce soprattutto in termini di qualità e l'adesione del vice presidente del consiglio comunale di Vasto rappresenta sicuramente un valore aggiunto".

Un contratto che deve essere ancora scritto.

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