Facebook e il mistero dei messaggi di Zuckerberg spariti nel nulla

Facebook, Zuckerberg: “Risolveremo i problemi ma ci vorrà qualche anno”

Facebook, Zuckerberg: “Risolveremo i problemi ma ci vorrà qualche anno”

È emerso, inoltre, che non tutti i messaggi vecchi sono stati cancellati.

Le attività di divulgazione della SZN continueranno con gli altri social media. Se una notizia è vera sotto apparirà un badge informativo.

Una soluzione potrebbe essere quella che il quotidiano statunitense Washington Post chiama "Facebook Plus".

Questa ultima rivelazione arriva in un momento delicato per quanto riguarda il controllo delle politiche sulla privacy e sulla protezione dei dati di Facebook, che starebbe infatti implementando alcune modifiche alla piattaforma per impedire che uno scandalo Cambridge Analytica accada di nuovo in futuro. Queste hanno incluso la limitazione del periodo di conservazione dei messaggi di Mark in Messenger. Spiegando di essere stato in contatto con l'American College of Cardiology, il portavoce ha aggiunto: "Il mese scorso abbiamo deciso di sospendere queste discussioni in modo da focalizzarci su altro lavoro importante da fare, incluso il fare un lavoro migliore per proteggere i dati della gente ed essere piu' chiari su come i dati sono usati nei nostri prodotti e servizi".

Nell'ambito dell'istruttoria sul caso Cambridge Analytica, il Garante per la privacy italiano ha ricevuto le prime informazioni da Facebook, ma ha intenzione di raccogliere ulteriori elementi per una valutazione completa del caso che ha visto coinvolti migliaia di cittadini italiani.

Nonostante ciò, l'ipotesi di un servizio a pagamento suona per alcuni ancora irrealistica per un motivo molto semplice: non paghiamo per il prodotto perché noi siamo il prodotto.

A livello mondiale la cifra è di circa 20 dollari per utente.

Non si è fatta attendere la risposta di Zuckerberg che ha risposto tramite il sito web Vox.

Degli 87 milioni di profili complessivamente violati la netta maggioranza, oltre 70,6 milioni, appartiene a utenti statunitensi. Al secondo posto le Filippine con 1,17 milioni, seguite dall'Indonesia con 1,09 milioni, mentre in quarta posizione c'è il Regno Unito, con 1,07 milioni di profili usati impropriamente.

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