Consultazioni al Quirinale, la proposta di Matteo Salvini

Di Maio chiude a Forza Italia e apre al Pd. Salvini

Di Maio chiude a Forza Italia e apre al Pd. Salvini"Niente veti chiarezza o alle urne

Siamo giunti al secondo giorno di consultazioni al Quirinale. "Ogni veto, ogni no, ogni simpatia o antipatia è un ostacolo sulla via del governo del cambiamento". Ma nessun patto con Di Maio. "Noi siamo prontissimi a rispettare questa volontà popolare, vediamo se anche gli altri saranno pronti a farlo".

La road map di Salvini è chiara, almeno a prendere sul serio le sue dichiarazioni:"Continuerò a incontrare tutti dalla prossima settimana, partendo dall'alleanza di centrodestra, che abbiamo essere unitaria".

Inquietanti minacce contro Luigi Di Maio e Matteo Salvini. I tre hanno varcato a piedi il portone del Quirinale alle 12 in punto, orario previsto per il colloquio, scavalcando le catene di ferro che delimitano il perimetro. Con questo annuncio, Salvini fa capire che non intende staccarsi dall'alleato Berlusconi con cui si è presentato alle elezioni sotto la stessa bandiera del centrodestra. "Non siamo disponibili - precisa il leader azzurro - a soluzioni di governo nelle quali prevalgano l'invidia e l'odio sociale, il pauperismo e il giustizialismo". "L'unico governo che vedo possibile - sottolinea - è quello del centrodestra unito con i 5 Stelle".

Mai dire mai, specie in politica.

In merito alla vicenda infatti, il M5S si è sempre espresso contrario a collaborare con il partito di Forza Italia, perché non rispetta quelle che sono i valori del partito.

E' il segretario del Carroccio a rilanciare in mattinata un'idea che per la verità era stata avanzata già mercoledì dalla leader di Fdi. "Il Pd ha la responsabilità del fallimento delle politiche degli ultimi cinque anni e di aver approvato una legge elettorale che ha portato a questo stato di caos" attacca di prima mattina il presidente dei senatori M5s Danilo Toninelli dopo aver invitato ad un atto di "responsabilità" sia Berlusconi, chiedendogli di farsi da parte, sia il reggente del Pd Maurizio Martina. Io non riconosco la coalizione perché si è presentata alle elezioni con tre candidati presidenti diversi e spesso con tre programmi diversi. "Non perdete tempo e andate a governare, va bene con la Lega, ma andate a governare" sarebbe stato l'incoraggiamento di molti elettori 5 stelle del Mezzogiorno. Dentro si inseriscono tutti i dettagli delle cose che si devono fare, si firma davanti agli italiani e poi si realizza. Si dicono ottimiste: "Aspettiamo, aspettiamo". Andrea Orlando, ministro della Giustizia uscente, incarna l'anima del partito "dialogante", in contrapposizione con i renziani che spingono per una chiusura totale ai grillini.

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