Accusati di voto di scambio, ai domiciliari Salvino e Mario Caputo

"Posti di lavoro in cambio di voti. Ai domiciliari l'ex deputato Salvino Caputo

Sulle voci di un possibile commissariamento del movimento voluto dal leader Matteo Salvini, Attaguile chiarisce: "Questo lo deciderà Matteo Salvini, lo incontrerò domani a Roma". Secondo l'accusa, i fratelli Caputo, con un complesso "piano criminale", avrebbero fatto in modo che, a fronte della candidatura all'ARS di Mario Caruso, "il corpo elettorale fosse orientato a pensare che il proprio voto servisse a sostenere la candidatura di Salvino Caputo". Gli arresti scaturiscono da un'indagine che si è sviluppata nel periodo della campagna elettorale per le elezioni regionali dello scorso novembre 2017, nell'ambito di un sistema che secondo gli inquirenti sarebbe stato pianificato con lo scopo di attirare preferenze elettorali con l'inganno a disoccupati, studenti e impresari. Lo chiarisce un'altra intercettazione sul telefono di Benito Vercio mentre parla con un altro indagato: "All'esterno chi non lo sa...lì c'è messo Caputo...chiuso...non è che c'è la foto...c'è Caputo...poi c'è Salvino...la gente fuori non deve sapere...non glielo dobbiamo spiegare". Le promesse sarebbero sempre quelle, in una regione dove lavoro e servizi scarseggiano, le leve usate per avere i voti. "Posti di lavoro sia presso imprese private e presso uffici pubblici non meglio definiti". A Caputo era subentrato il deputato Pietro Alongi.

Oltre ai tre indagati, tra gli altri c'è anche il coordinatore di "Noi con Salvini" in Sicilia occidentale, Alessandro Pagano, neo eletto alla Camera dei deputati. Lo ha detto il Procuratore capo di Termini Imerese Ambrogio Cartosio parlando coni cronisti dell'inchiesta partita da un esposto in procura. Per questo è stato arrestato durante le scorse settimane per il reato di assenteismo. Alla fine non fu candidato lui, ma il fratello e l'ho saputo a cose fatte, perché io mi sono occupato delle liste nelle province orientali. Successivamente chiama Pagano e, pur sapendo che il provvedimento è stato bocciato, gli comunica che la decisione era stata rinviata e quindi non poteva essere candidato. "L'esigenza cautelare per attentato ai diritti politici del cittadino è stata necessaria per impedire la commissione di reati della stessa natura".

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