Migranti, Israele cancella l'intesa Onu su espulsioni

Migranti la rivolta di Fontevivo e Soragna

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L'Italia però non ci sta. L'ufficio del primo ministro israeliano precisa: "L'Italia era solo un esempio".

Da quello che è trapelato, l'intesa tra Israele e Onu prevede che Gerusalemme si impegni a non respingere i rifugiati arrivati nel proprio territorio. Gran parte dei migranti che Israele minaccia di espellere provengono da Eritrea e Sudan, paesi che registrano numerose violazione dei diritti umani.

Secondo le autorità israeliane, 42.000 migranti africani - fra cui donne e bambini, non minacciati dal piano iniziale di espulsione - vivono attualmente in Israele. La decisione era stata bloccata dalla Corte Suprema e nel frattempo è stata raggiunta con l'Alto commissariato dell'Onu per i rifugiati una "intesa senza precedenti" in base alla quale 16.250 migranti saranno invece estradati gradualmente verso Paesi occidentali. L'abbandono unilaterale da parte di Israele della Striscia di Gaza nel 2005, dopo il violento conflitto con al Fatah, ha portato al governo Hamas. Mantenendo fede al suo impegno di ascoltare le ragioni degli israeliani più critici, Netanyahu ha infatti fatto visita ai quartieri poveri di Tel Aviv, dove i migranti si sono stabiliti in gran numero. Decine di migliaia di persone hanno allora attraversato il confine prima che Israele lo chiudesse con una barriera tra il 2012 e il 2013. Dopo i drammatici eventi di venerdì scorso, quando l'esercito israeliano ha sparato sui manifestanti uccidendo sedici palestinesi - il bilancio definitivo conta pure 1.490 feriti, 46 dei quali in condizioni gravi - nel giorno di Pasqua ci sono stati nuovi incidenti, seppure più lievi.

Israele considera gli africani giunti negli anni scorsi migranti economici e non ritiene di aver l'obbligo di concedere il diritto di asilo. Falliti questi tentativi, il primo aprile scorso Tel Aviv ha annunciato il piano di ricollocamento. Stando a quanto riportato da Haaretz, il piano di "deportazioni di massa" verso Uganda e Rwanda voluto da Netanyahu e' stato cancellato "a causa di considerazione di ordine legale e per le difficoltà diplomatiche con paesi terzi". Dalle fila di Forza Italia si fa sentire Maurizio Gasparri: "Bisogna opporsi e anzi chiedere che altri semmai prendano profughi approdati in Italia. Gli abitanti del sud di Tel Aviv continueranno la loro campagna ".

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