Governo, attesa per le consultazioni. Domani primi incontri con i leader

Il leader della Lega Matteo Salvini 45 anni

Il leader della Lega Matteo Salvini 45 anni

Ormai è entrato nella mentalità diffusa che le elezioni servano per scegliere un governo e questo anche in assenza di un sistema elettorale di tipo maggioritario che lo consentirebbe.

Domani Sergio Mattarella inizierà ad incontrare le figure istituzionali e i rappresentanti delle diverse forze politiche per capire chi formerà il governo. Ad aprire la due giorni di fuoco del Quirinale saranno i neopresidenti di Senato e Camera, rispettivamente Maria Elisabetta Alberti Casellati e Roberto Fico, attesi in separata sede nella mattinata di mercoledì. La sala stampa, come da tradizione, sarà allestita nella Loggia d'onore davanti allo studio alla Vetrata, e ospiterà i quattrocento giornalisti accreditati, sessanta dei quali stranieri. La sala chiuderà una ora dopo fine consultazioni e riaprirà un'ora prima inizio.

Una "sfilata" in 48 ore, che si chiude domani pomeriggio con i 5Stelle, aperta come di consueto dai vertici istituzionali. Ciò che emerge è che la situazione di fatto è congelata al 5 marzo, il giorno dopo le elezioni.

Mattarella nella palude delle posizioni dei partiti.

Giovedì le consultazioni riprenderanno alle 10 con la delegazione dei gruppi del Partito democratico.

Chiaro anche l'intervento di Antonio Tajani, presidente del Parlamento europeo e esponente di FI, diretto al veto di M5S nei confronti di Silvio Berlusconi. Altra novità potrebbe essere rappresentata dalla composizione della delegazione di Forza Italia, ma ancora non ci sono certezze su questo aspetto. In passato ci sono stati periodi lunghi di negoziazioni per giungere al varo di un esecutivo, ma l'opinione pubblica lo percepiva come un tempo necessario per risolvere alcune problematiche che consentissero un sbocco positivo che era quanto meno intuito o addirittura atteso.

"Rappresentiamo il 14% degli elettori, abbiamo 170 parlamentari e siamo il primo gruppo del centrodestra al Senato".

Può essere, però, che di fronte allo stallo la moral suasion del Quirinale possa convincere i dem a un appoggio esterno, anche se difficilmente questa linea verrebbe accolta dall'intero gruppo parlamentare, con il pericolo di ulteriori spaccature in Parlamento e maggioranze risicatissime.

Dopo Napolitano, le consultazione al Colle riprendono alle 16.30 con il gruppo parlamentare delle Autonomie. L'altra ipotesi prevede che Mattarella, preso atto che con i veti e i controveti espressi finora dai partiti, imponga una "pausa di riflessione" ai partiti nella speranza che il tempo riesca a smussare gli angoli.

E dal quale dovrà cercare di trarre, probabilmente non a breve, le indicazioni per l'incarico di governo.

Da domani le consultazioni al Quirinale per la formazione del nuovo Governo.

Il giorno cinque Mattarella riprenderà le consultazioni alle 10 con la delegazione del Pd, con i capigruppo, Andrea Marcucci e Graziano Delrio, il segretario e il presidente del Partito, Maurizio Martina e Matteo Orfini.

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