Da Agenzia Entrate chiarimenti su Pir

Piani individuali di risparmio: la circolare delle Entrate per gli investitori

Piani individuali di risparmio: la circolare delle Entrate per gli investitori

È questo il chiarimento più rilevante contenuto nella Circolare n. 3/E diramata ieri dall'Agenzia delle Entrate per fare chiarezza sul regime di non imponibilità dei piani individuali di risparmio a lungo termine introdotto dalla Stabilità 2017. Nel documento di prassi, l'Agenzia chiarisce innanzitutto che i derivati sono ammessi nell'ambito del Pir solo a determinate condizioni.

Dopo le linee guida del MEF sui PIR, i piani individuali di risparmio, e sul regime di non imponibilità previsto dalla legge di Bilancio 2017, arrivano i chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate: con la circolare n. 3/E del 26 febbraio 2018, l'Agenzia illustra le principali caratteristiche del nuovo regime e individua le soluzioni ad alcune criticità emerse nel confronto tra Ministero, Entrate e le principali associazioni di categoria (ABI, ANIA, Assogestioni).

I PIR, introdotti dalla legge n. 232/2016, beneficiano di un esclusivo regime di detassazione sui redditi generati: non sono tassati come redditi di capitale e diversi di natura finanziaria e non sono soggetti all'imposta di successione.

Di seguito la circolare 3/E/2018 dell'Agenzia delle Entrate con tutti i dettagli per le persone fisiche che intendono investire in PIR e le regole per beneficiare della detassazione dei redditi di capitale prodotti.

La legge ha introdotto nell'ordinamento un regime di non imponibilità per gli investimenti tramite piani individuali di risparmio a lungo termine.

L'obiettivo dei piani individuali di risparmio è quello di offrire alle famiglie una nuova forma di investimento dei propri risparmi, favorendo la crescita delle imprese italiane.

Ad usufruire del nuovo regime di non imponibilità introdotto dalla legge sono le persone fisiche fiscalmente residenti nel territorio dello Stato che conseguono redditi di natura finanziaria al di fuori dell'esercizio di un'attività di impresa. Per poter fruire del regime è necessario effettuare investimenti in attività finanziarie riconducibili ad imprese italiane ed estere (radicate in Italia), rispettando determinati vincoli di composizione, limiti di concentrazione e divieti nonché mantenere gli investimenti per almeno 5 anni.

Legge, i redditi percepiti sono soggetti a tassazione secondo le regole ordinarie e senza applicazione delle sanzioni.

La detassazione riguarda i redditi di capitale (art. 44 del Tuir) e i redditi diversi di natura finanziaria (art. 67, comma 1). In particolare, vige il divieto di essere titolari di più di un PIR ed è posto il limite massimo dell'importo investito, che non può superare complessivamente il valore di 150.000 euro, con un limite annuo di 30.000 euro. Invece, in caso di mancato reinvestimento, il versamento delle imposte e degli interessi va effettuato entro il giorno 16 del mese successivo a quello in cui cade il termine ultimo.

Per quanto concerne gli adempimenti fiscali relativi al Pir, questi sono svolti solo dall'intermediario presso il quale il Pir è costituito o traferito.

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