Amnesty: "Italia intrisa di ostilità, razzismo, xenofobia"

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Amnesty: "Italia intrisa di ostilità, razzismo, xenofobia"

Ma anche "frasi di disprezzo, degradazione e spersonalizzazione nei confronti delle donne e delle persone omosessuali e transessuali", per le quali si distingue la formazione politica guidata da Giorgia Meloni. È questo l'ammonimento lanciato da Amnesty International in occasione del lancio del suo Rapporto 2017-2018 (pubblicato in Italia da Infinito Edizioni). Secondo l'organizzazione umanitaria la tendenza all'odio è protagonista anche dell'attuale campagna elettorale dove il 95% delle dichiarazioni di politici sui social che "veicolano stereotipi, sono discriminatorie, razziste o incitano all'odio e alla violenza in campagna elettorale" sono da attribuire ai tre partiti della coalizione di centrodestra. Da questi 500 interventi "si può dire che migranti e rifugiati rappresentano l'80% delle vittime di questa ostilità, seguiti dai rom (15%) e dalle persone Lgbt (5%)". C'è una parte di Paese che si ritiene "bella, pura, italiana, mentre il resto non merita di condividere il territorio", denuncia Rufini.

Questo "clima impossibile sta uccidendo ogni possibilità di un confronto di idee, di culture, di confronto democratico, di dibattito politico", ha sottolineato, per cui "ormai si ricorre alla violenza, all'incitamento alla violenza, ma anche all'esecuzione della violenza, come si è visto a Macerata, a Palermo, a Perugia, tutti fatti gravissimi". Il 50% delle dichiarazioni sono da attribuire a candidati della Lega, il 27% a Fratelli di Italia e il 18% a Forza Italia.

Si tratta innanzitutto di una "Task force: Hate Speech", specializzata nel monitoraggio, attivazione e contrasto alla diffusione dell'odio online; parte del personale di questa task force è stata impiegato di recente nel progetto "Conta fino a 10, Barometro dell'odio", che monitora le dichiarazioni di 1.400 candidati alle elezioni di marzo in tutta Italia.

Amnesty guarda con occhio critico all'amministrazione americana: "Il gesto, apertamente mosso dall'odio, dell'amministrazione Usa che nel gennaio 2017 ha impedito l'ingresso nel paese a persone provenienti da alcuni stati a maggioranza musulmana, ha dato il la a un anno in cui i leader hanno portato le politiche dell'odio alle loro più pericolose conclusioni", ha affermato Shetty.

Amnesty continua anche esprimere insoddisfazione per il caso di Giulio Regeni: la collaborazione con le autorità per ottenere la verità sul ragazzo ucciso in Egitto più di 2 anni fa, "a circa sei mesi dalla decisione di rimandare il nostro ambasciatore al Cairo, è ancora del tutto insufficiente", ha sottolineato Antonio Marchesi, presidente di Amnesty International Italia.

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