L'inchiesta su Virginia Raggi è stata archiviata

Raggi, archiviato l'abuso d'ufficio

Raggi, archiviato l'abuso d'ufficio

Nel frattempo la sindaca Raggi con una delibera firmata il 30 settembre 2016 "a seguito di una aggiornata valutazione delle funzioni svolte da Salvatore Romeo, anche alla luce della differente distribuzione delle attività fra gli addetti all'Ufficio di diretta collaborazione" del primo cittadino, ha riparametrato "il trattamento economico attribuito al medesimo ai sensi del comma 3 bis dell'art".

Resta invece l'imputazione per falso per la nomina di Renato Marra, fratello del suo allora braccio destro Raffaele.

L'accusa di abuso è stata archiviata perché, secondo i magistrati, manca l'elemento soggettivo del reato.

E' stata accolta dal tribunale di Roma la richiesta di archiviazione nei confronti della sindaca Virginia Raggi per la nomina di Salvatore Romeo a capo della segreteria della prima cittadina.

Il gip di Roma Annalisa Marzano ha archiviato la posizione del Sindaco di Roma Virginia Raggi e del suo ex capo della segreteria politica Salvatore Romeo, indagati dalla Procura per concorso in abuso d'ufficio. Marra senior da vigili urbano graduato fu promosso a capo del dipartimento turismo del Comune con un incremento di stipendio pari a 20 mila euro.

La mossa dei legali della sindaca, gli avvocati Alessandro Mancori e Emiliano Fasulo, è stata strategica: chiedendo il giudizio immediato la Raggi ha ottenuto uno slittamento del processo - che inizierà ben dopo il 4 marzo, data in cui sono previste le elezioni politiche - è un dato che potrebbe aver pesato sulla scelta: un primo cittadino del Movimento 5 Stelle a processo proprio durante le elezioni avrebbe senza dubbio favorito gli avversari politici.

"Infondatezza della notizia di reato. Ancora fango e facile ironia sulle "polizze a mia insaputa" ".

"Francamente stravaganti e comunque probatoriamente inconsistenti". Così sono stati giudicati dal gip di Roma gli accertamenti della procura di Roma sulle tre polizze vita intestate da Romeo alla Raggi, questo, perché "i beneficiari erano sempre diversi, prevalentemente familiari e amici, e per i beneficiari non era previsto l'obbligo di comunicazione da parte degli istituti bancari del decesso del contraente onde poter riscuotere il premio".

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