Napoli, scontri tra centri sociali e polizia: due feriti e 30 fermati

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Scontri a Napoli in zona stazione Garibaldi tra le forze dell'ordine e gli attivisti dei centri sociali che avevano indetto un corteo per protestare contro il leader neofascista di Casapound, Simone Di Stefano. E così il tratto di strada interessato da scontri con attivisti dei centri sociali, lanci di bottiglie e bombe molotov è stato completamente circondato dalle forze dell'ordine. Tutto questo a poca distanza dalla stazione ferroviaria, tra automobilisti, passanti e passeggeri in uscita spaventati.

I manifestanti che protestavano contro un comizio di Casapound sono stati circondati dalle forze dell'ordine in tenuta antisommossa: gli agenti ne hanno bloccato alcuni mettendoli con le braccia al muro e li hanno condotti in questura. La situazione, tesa fin dall'inizio della manifestazione, è sfociata in scene di guerriglia urbana quando gli attivisti hanno aggirato la polizia e sono riusciti ad avvicinarsi all'hotel in cui alloggiava il politico di estrema destra. Subito dopo sono state scoppiate bombe carta e sono stati lanciati fumogeni.

"L'arroganza, la protervia di un gruppo di manigoldi che hanno bloccato un punto centrale di Napoli lascia un livello di inquietudine".

Due attivisti dei centri sociali sono stati portati in ospedale per essere medicati, dopo gli scontri con le forze dell'ordine, secondo quanto riferito dai portavoce dei manifestanti. Gli antifascisti napoletani avrebbero chiesto al comandante in piazza, Fiorillo, di aprire lo schieramento per farli defluire, invece il vicequestore avrebbe ordinato la carica "rischiando di investire con i mezzi blindati due manifestanti". "C'è un innalzamento del livello di aggressività, una strategia mirata per colpire le forze dell'ordine", prosegue il questore, il quale poi ha comunicato che non sono stati registrati feriti né tra le forze dell'ordine né tra i cittadini.

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