Perché la sentenza Cappato può essere storica per l'eutanasia

Dj Fabo, giudici non decidono per Cappato: sollevata legittimità costituzionale del reato

Dj Fabo, giudici non decidono per Cappato: sollevata legittimità costituzionale del reato

È arrivata la decisione dei giudici della Corte d'Assise per il processo a carico di Marco Cappato, l'esponente radicale e tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni, accusato di aiuto al suicidio per aver fornito un "aiuto concreto " a Fabiano Antoniani, il 40enne milanese noto come dj Fabo.

Anche Roberto Saviano si è schierato con il giovane: " Ancora una volta il Parlamento italiano dimostra di non essere all'altezza dei suoi compiti - prosegue - siamo con Fabo, che ha scelto di scegliere ed è giunto in Svizzera con il sostegno di Marco Cappato".

Il 17 gennaio il pm Sara Arduini ha chiesto l'assoluzione: "Cappato non ha rafforzato il proposito suicidario di Fabiano, ha semplicemente rispettato la sua volontà", ha spiegato la giudice nella sua arringa, proponendo in via subordinata una questione di legittimità costituzionale. E la propria morte. Che avevano chiesto l'assoluzione dell'imputato, sì, ma in subordine la trasmissione degli atti alla Consulta. "Il ricorso alla Corte Costituzionale rappresenta una straordinaria opportunità per superare una legge che impedisce a persone capaci di intendere, affette da patologie irreversibili, di ottenere legalmente l'assistenza per morire senza soffrire". "E' ora che la politica agisca", ha sottolineato. Ma Cappato potrebbe anche essere assolto per non aver commesso il fatto o perché il fatto non costituisce reato.

Dj Fabo, giudici non decidono per Cappato: sollevata legittimità costituzionale del reato

"Marco Cappato- aggiunge- ha aiutato un uomo libero a esercitare un suo diritto inalienabile, ossia quello di decidere come vivere la propria vita fino alla fine".

Il processo a Cappato davanti alla Corte presieduta da Ilio Mannucci Pacini (a latere Ilaria Simi De Burgis e sei giudici popolari) era iniziato lo scorso 8 novembre. Nell'aula, oltre all'esponente dei Radicali, assistito dai legali Massimo Rossi e Francesco Di Paola, era presente, come a tutte le udienze, Valeria Imbrogno, fidanzata di Fabo, oltre a molto pubblico, tanti cronisti, operatori tv e fotografi. Non c'è stata dunque l'assoluzione per il leader radicale, ma neanche la condanna. Una vicenda che, dopo aver contribuito ad accelerare l'approvazione della legge sul biotestamento, con la futura pronuncia della Corte Costituzionale potrà lasciare una traccia sul delicato e difficile confine del fine-vita e sull'autodeterminazione.

"La disobbedienza civile di Cappato - dice Filomena Gallo, segretario dell'associazione Coscioni - ha fatto emergere situazioni di vita che riguardano tutti". "La Corte può condannarlo - prosegue - rischia dai 5 ai 12 anni di carcere".

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