Raggi contro Lorenzin: "Bimbi non vaccinati restino a scuola"

La Raggi in salsa francese

La Raggi in salsa francese

A Roma, infatti, sarà possibile lasciare a scuola anche i bambini non ancora vaccinati, costituendo, come dichiara Lorenzin, "un pericolo per la salute di tutti loro".

Nella lettera, la Raggi ha poi precisato che la legge attuale condanna "con una multa i genitori dei bambini non vaccinati, in proporzione all'entità della mancanza, ma, almeno nella scuola dell'obbligo e a differenza della scuola dell'infanzia, non obbliga all'allontanamento del loro bambino", e che dunque proprio in virtù di questo la mozione approvata salvaguardia "a linearità di percorso di un bisogno educativo, che non si può negare per alcun motivo plausibile e che si tratta invece di garantire, consentendo a tutti i bambini, a partire da quelli tra 0 e 6 anni, di giungere alla conclusione dell'anno educativo e scolastico 2017/2018 senza interruzioni di sorta nella frequenza e nella totale continuità educativa e didattica".

I bimbi che non hanno fatto i vaccini potranno rimanere a scuola.

"Il percorso interpretativo proposto si pone in palese violazione della legislazione vigente", afferma il ministro della Salute in una lettera di risposta alla prima cittadina.

"Ricordo che sia il Consiglio di Stato che la Corte Costituzionale si sono espressi chiaramente rispetto alla mozione del Veneto e non vorrei che Amministrazioni Comunali guidate da NoVax portassero avanti posizioni molto pericolose per la salute pubblica" ha concluso il ministro. Per colpa sua e dei ritardi nelle prenotazioni della Regione Lazio, da marzo i bambini ancora in attesa della vaccinazione rischiano di essere cacciati dai nidi e dalle scuole di infanzia per i restanti quattro mesi di questo anno scolastico e educativo.

"La mozione del sindaco Raggi è una mozione irricevibile dal punto di vista giuridico, oltre che tecnico-scientifico". I genitori - continua la sindaca - e i loro figli non possono pagare così duramente le lungaggini burocratiche di un decreto scritto male e le inesattezze di circolari confuse. La sindaca avrebbe dovuto scrivere ai municipi in primis per chiarire che i bambini per cui è già previsto un iter di vaccinazione ma che non l'hanno potuta completare non verranno allontanati il 10 marzo dalle scuole.

Ma la PD Valeria Baglio, ex presidente dell'Assemblea Capitolina ai tempi di Marino sindaco, che ha votato a favore della mozione non ci sta a questa interpretazione e se la prende con la sindaca Raggi che accusa di aver "distorto la volontà dell'Aula". L'Aula ha cambiato la mozione del M5S per andare in questa direzione ed evitare confusione ed allarmismi tra le famiglie.

Ma che importa. La nostra società è individualista e ribellista ed anarchica e i grillini vedono sempre in Tv il film "V per Vendetta" e c'hanno la maschera fica di quello con il pizzo che sorride sornione e vogliono contrastare il "governo mondiale delle case farmaceutiche". La Sindaca dovrebbe dare indicazioni chiare alle sue scuole, invece di creare polemiche.

Intanto la Regione puntualizza che "il tasso di copertura dei vaccini obbligatori nella città di Roma e nella regione Lazio per polio, difterite, tetano, pertosse, epatite B, haemophilus influenzale di tipo B (esavalente) ad oggi sfiora il 97%".

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