Regeni, sequestrati pc e hard disk della sua tutor a Cambridge

Regeni, inquirenti italiani a Cambridge per sentire testi

Regeni, inquirenti italiani a Cambridge per sentire testi

La vicenda relativa alla morte di Giulio Regeni, il ricercatore rapito il 25 gennaio 2016, torturato e trovato cadavere il 3 febbraio sull'autostrada tra il Cairo e Alessandria d'Egitto, si arricchisce di particolari decisamente interessanti.

Alla fine, dopo un tira e molla durato un anno e mezzo, la professoressa Maha Mahfouz Abdel Rahman ha accettato di sedersi davanti al pubblico ministero Sergio Colaiocco, che indaga sul sequestro e l'omicidio di Giulio Regeni.

In una nota diffusa dalla Procura di Roma si spiega che "grazie alla piena e fattiva collaborazione con le autorità del Regno Unito gli investigatori del Cambridgeshire ed italiani hanno proceduto ad effettuare le attività di indagine richieste dall'autorità giudiziaria italiana nell'ordine europeo di investigazione dell'ottobre scorso".

Dell'intero materiale acquisito durante la perquisizione verranno inoltre fatte copie forensi che finiranno nel fascicolo di indagine aperto a piazzale Clodio.

Nel corso dell'audizione la docente avrebbe, sostanzialmente, ripetuto quanto già comunicato in passato tramite alcune mail.

Evidentemente si vuole capire meglio quali fossero di preciso le linee guida del lavoro di Regeni e in che direzione la sua ricerca stesse andando, viste anche le tante voci, la maggior parte delle quali molto fantasiose, su quale potesse essere la vera natura del lavoro di Giulio Regeni in Egitto. Dichiarazioni forse attese dagli inquirenti che con una mossa a sorpresa hanno chiesto e ottenuto che si procedesse alla perquisizione dell'abitazione e dell'ufficio di Maha Abdel Rahman.

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