Influenza in Puglia, deceduti 58enne e 71enne. Vittime salgono a sei

Influenza “aggressiva”, due morti a Messina e provincia

Influenza “aggressiva”, due morti a Messina e provincia

"Un problema che contiamo di risolvere attraverso una maggiore sensibilizzazione nei confronti della vaccinazione antinfluenzale per questa categoria di soggetti e l'attuazione della riforma sanitaria, ormai partita, che garantirà un monitoraggio personalizzato dei pazienti cronici evitando il loro ricorso alle cure ospedaliere a causa dell'assenza dei medici di famiglia che normalmente si verifica nei periodi delle festività". Salgono dunque a sei le vittime dell'influenza in Puglia, che continua a imperversare. Secondo le previsioni della responsabile dell'Oer, Cinzia Germinario, il picco dei casi influenzali sarà probabilmente raggiunto la prossima settimana, per poi cominciare a decrescere.

"Raffrontando il numero dei casi di influenza registrati nell'ultima settimana di dicembre 2017 (12 su mille) con quelli dello stesso periodo del 2016 (8 su mille), si evince - spiega Germinario - "che mai in Puglia, nemmeno con la pandemia influenzale del 2009, erano stati registrati tanti casi come quelli di quest'ultimo periodo".

Due uomini di 58 71 anni sono deceduti a causa dell'influenza.

Come detto, il sistema sanitario è stato messo sotto pressione dal picco. "Attualmente, oltre i primi casi di influenza conclamata - precisa Pregliasco - stiamo assistendo, principalmente, alla circolazione di forme parainfluenzali legate agli sbalzi termici, causate da uno dei 262 virus diversi che hanno sintomi meno pesanti dell'influenza stagionale, ma che sono ugualmente debilitanti". "In alcune realtà delle grandi città, il numero delle persone in attesa nell'area del Pronto soccorso supera addirittura le 100 unità".

Da tutto questo possono evincersi anche delle stime nazionali. In tutte le Regioni italiane il livello d'incidenza è pari o superiore a 10 casi per mille assistiti tranne in Friuli Venezia Giulia, Veneto, Provincia Autonoma di Bolzano e Val d'Aosta, in cui si mantiene a circa 4 casi per mille assistiti.

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