Colpo grosso a Venezia: rubati i gioielli del Maharaja

Così due ladri hanno rubato i gioielli del Maharaja a Venezia | VIDEO

Così due ladri hanno rubato i gioielli del Maharaja a Venezia | VIDEO

Gioielli che raccontano cinque secoli di bellezza e maestria artigiana, dai discendenti di Gengis Khan e Tamerlano ai grandi maharaja che, nel XX secolo, commissionarono alle celebri maison europee gioielli di grande pregio.

Secondo le prime informazioni, a forzare la teca sarebbero state due persone: una avrebbe agito direttamente mentre l'altra l'avrebbe coperta.

Un furto degno del noto ladro protagonista dei cartoon Lupin III, quello messo a segno da due ladri nella teca della mostra a Palazzo Ducale a Venezia. "L'indagine - ha concluso Odorisio - è un classico mosaico, dobbiamo partire dai particolari per poi allargarci e risalire a che ha commesso il furto; è prematuro parlare di autori italiani o stranieri stiamo visionando anche per questo le telecamere". Sono riusciti a far suonare l'allarme in ritardo, e hanno avuto a disposizione un solo minuto per fuggire. E' quanto emergerebbe dalle riprese della video sorveglianza. "Il protocollo era adeguato e di altissimo livello - sottolinea il questore Danilo Gagliardi - così come le sale e l'intero palazzo". Sono opere minori rispetto al corpus della collezione. Secondo gli investigatori, i gioielli sono molto difficili da smerciare al mercato nero perché troppo conosciuti. Ogni fotogramma delle telecamere viene in queste ore scandagliato dagli uomini della squadra mobile e della polizia scientifica di Venezia con il coordinamento dello Sco di Roma alla ricerca di elementi utili alle indagini. Dovrebbero essere smontati per recuperare le pietre preziose, anche se è evidente che gran parte del loro pregio non si limita alla somma del valore delle gemme che li compongono. Sempre dai video di sorveglianza è emerso che i ladri dopo essersi messi i gioielli in tasca si sono allontanati indisturbati. Recatisi quindi a Piazza San Marco, avrebbero facilmente fatto perdere le proprie tracce, confondendosi tra i turisti. Tutta la sala dello Scrutinio a Palazzo Ducale era coperta da un apparato di sicurezza sofisticato, tra cui i raggi infrarossi.

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