Gentiloni: il famoso fanalino di coda dell'Europa non siamo più noi

Volge al termine la XVII legislatura: oggi il discorso del premier Gentiloni

Volge al termine la XVII legislatura: oggi il discorso del premier Gentiloni

Gentiloni si è soffermato a lungo sulla legge di bilancio, affermando che "non era facile accompagnare la crescita rispettando le regole e non aumentando le tasse". Il famoso fanalino di coda dell'Europa non siamo più noi, anche se siamo ancora indietro rispetto alla media della zona euro. Lo ha detto, in un passaggio sui migranti, il premier Paolo Gentiloni nel corso della conferenza stampa di fine anno.

Dinanzi a noi vi sono sfide importanti che riguarderanno il ruolo dell'Italia in Europa, l'occupazione giovanile, il lavoro, il prelievo fiscale, le povertà, il fenomeno della migrazioni e il futuro dei nostri figli e delle future generazioni. Ma con il tono dimesso che lo distingue nettamente da Renzi, ha voluto precisare che "il merito è delle famiglie, delle imprese, dei lavoratori, di chi studia e di chi si prende cura delle persone".

La verità è un'altra: alcuni segnali di ripresa ci sono e sarebbe davvero stupido non tenerne conto. Anche perché, per dirla tutta, una politica economica degna di questo nome in questi anni non è stata prodotta. Un messaggio chiaramente mandato alle varie forze politiche, anche probabilmente, rammentando i toni della campagna referendaria che è stata caratterizzata da aggressività, grandi scontri e che ha finito per dividere il Paese. Gentiloni ha ricordato il biotestamento, le unioni civili e quella legge che ancora non c'è. Tant'è che il restante budget è stato destinato ai classici provvedimenti a pioggia di stampo elettorale. "Ma questo non cancella i rischi". Non una visione, non una prospettiva, non una meta, economicamente parlando, da raggiungere. "Il Niger è un Pasese di transito, se diamo il nostro contrubuto alla sua crescita, facciamo cosa sacrosanta per il Paese".

Bisogna "allungare la vita del Parlamento" per "approvare lo ius Soli", e "bastano due settimane", assicurano dalle frange della sinistra parlamentare. E' un errore consentirlo, persino per i paesi che ne sono protagonisti. Un trend che non accenna ad arrestarsi. "Una sconfitta alla quale anche il nostro Paese ha dato un contributo rilevante, nel modo in cui le forze armate del nostro Paese danno questo genere di contributi". Le scelte comunicative di Gentiloni, inclusa quella di non rilasciare interviste, hanno fatto il resto, contribuendo a isolarlo dal caos in cui è precipitato il dibattito politico in questi ultimi mesi. E alla domanda se intende proseguire il suo impegno alla guida del governo in caso di un esito incerto delle elezioni, ha replicato: "Qualsiasi cosa dica sarebbe usata contro di me".

"Siamo tra i quattro o cinque giganti dell'export 'nun ce se crede'".

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