MIGRANTI "Niger, militari italiani per fermare i trafficanti"

Gentiloni in visita alla nave Etna

Gentiloni in visita alla nave Etna

"Il terrorismo è andato consolidandosi in questi anni nel Sahel, in Africa, ed è questo uno dei motivi per i quali una parte delle forze che sono state dispiegate in Iraq - questa è la proposta che il governo farà in Parlamento - saranno dispiegate nei prossimi mesi in Niger, con una missione che avrà il ruolo di consolidare quel Paese, contrastare il traffico degli esseri umani e contrastare il terrorismo". Così il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. "Dobbiamo continuare a lavorare concentrando l'attenzione e le energie sullla minaccia del traffico di esseri umani e il terrorismo nel Sahel".

Gentiloni ha tracciato un bilancio molto positivo dell'impegno italiano nella lotta al "nuovo schiavismo". Ora che l'Isis è stato sconfitto a Mosul e che l'Iraq "sta voltando pagina", una parte degli uomini di stanza nel territorio iracheno possono essere inviati a sud della Libia. Lo ha detto Paolo Gentiloni, salito a bordo della nave militare Etna, con la ministra della difesa Roberta Pinotti, per salutare i soldati della Missione europea Sophia nel Mediterraneo. Parlando davanti all'equipaggio della nave, ha anche ricordato che l'Italia "ha la capacità di tenere insieme l'accoglienza e la lotta ai trafficanti, e siamo fieri del riconoscimento di essere stato il Paese più pronto e capace di salvare vite umane". È un lavoro con il quale l'Italia ha raggiunto dei risultati straordinari.

"Non sarà - ha assicurato il generale - una missione 'combat': il nostro contingente avrà il compito di addestrare le forze nigerine e renderle in grado di contrastare efficacemente il traffico di migranti ed il terrorismo".

"L'Italia è in prima linea per sconfiggere i trafficanti e lavora per i diritti umani".

"Lo abbiamo fatto anche grazie alla missione di formare personale e di consentire alle autorità libiche, nonostante la loro fragilità, di avere un controllo maggiore dei loro confini".

Dunque si fa sempre più netta la posizione del governo italiano sulla questione migranti e le parole del premier Gentiloni non fanno altro che segnare le distanze dalle posizioni austriache espresse dal neocancelliere Sebastian Kurz che ha commentato diversamente la questione migranti: " Costringere i Paesi ad accogliere i rifugiati non aiuterà l'Europa".

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