"Per Natale vogliamo solo un contratto", lavoratori della grande distribuzione in sciopero

Cronaca                  Sciopero dipendenti grande distribuzione in Abruzzo aderiscono oltre 5mila addetti

Cronaca Sciopero dipendenti grande distribuzione in Abruzzo aderiscono oltre 5mila addetti

Due vertenze contrattuali distinte, quelle riguardanti da un lato la grande distribuzione e dell'altro quella distribuzione cooperativa ma con lavoratori accomunati dalla stessa condizione: un mancato rinnovo contrattuale che - dicono i sindacati - li sta fortemente penalizzando sia sul piano retributivo che su quello contributivo.

La Fisascat-Cisl di Parma e Piacenza sottolinea la partecipazione allo sciopero dei lavoratori proclamato per oggi nel mondo della distribuzione organizzata e della distribuzione cooperativa.

Lo sciopero in Toscana Lo sciopero si articolerà in presidi e volantinaggi per richiedere il rinnovo del contratto nazionale.

"Gli atti unilaterali", aggiunge Massimo Marchetti, segretario della Uiltucs Belluno Treviso, "mortificano il ruolo del lavoro e non riconoscono alcuna dignità al contributo operoso che le lavoratrici e i lavoratori danno quotidianamente alla propria impresa, spesso con prestazioni a orari e in giorni, festivi e domenicali, sottratti alla vita sociale e agli affetti familiari".

"Un successo: con picchi del 90% delle adesioni alla protesta".

Per Valentina Fragassi, segretaria generale Cgil Lecce, e Daniela Campobasso, segretaria provinciale della Filcams-Cgil Lecce, "il presidio effettuato oggi sotto la Prefettura ha registrato un elemento importante, cioè il principio di solidarietà tra lavoratori". Da una parte Federdistribuzione che oppone un'irragionevole chiusura rispetto alla definizione di un contratto collettivo nazionale di lavoro di settore, e continua, ingiustificatamente, a rifiutarsi di applicare il rinnovo del 2015. La crisi di questo settore poggia tutta sulle spalle dei dipendenti, è l'accusa di Filcams. Coop Alleanza 3.0 parla di "sciopero immotivato e irresponsabile a fronte di una disponibilità che è stata più volte ribadita a chiudere la trattativa sulla base di una proposta chiara e comunque distintiva". "Gravissimo anche l'atteggiamento delle coop, a maggior ragione da parte di un gruppo che dovrebbe ispirarsi ai valori della cooperazione, e che invece, oltre a negare ai lavoratori adeguati incrementi salariali, punta anche a modifiche peggiorative su materie come la malattia o il calcolo degli straordinari e al il mantenimento di doppi regimi tra neoassunti e lavoratori con maggiore anzianità aziendale". E non sarà uno sciopero spot.

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