Camusso a Cisl e Uil: ritessere fili, uniti si è più deboli

Lavoro e pensioni. Fischia il vento della lotta sventolano le bandiere rosse della Cgil. Camusso avverte il governo la prossima mobilitazione generale non è lontana. Azzola l’Italia vera scende in piazza. Decine di migliaia tanti giovani a Torino

Lavoro e pensioni. Fischia il vento della lotta sventolano le bandiere rosse della Cgil. Camusso avverte il governo la prossima mobilitazione generale non è lontana. Azzola l’Italia vera scende in piazza. Decine di migliaia tanti giovani a Torino

"Per cambiare il sistema previdenziale, per sostenere sviluppo e occupazione, per garantire futuro ai giovani". Cinque le manifestazioni organizzate dalla confederazione dopo l'esito del confronto con il Governo sulla previdenza, considerato "insufficiente": a Roma, Torino, Bari, Cagliari e a Palermo.

A Palermo il corteo si è mosso da piazza Croci per raggiungere piazza Verdi dove è allestito il palco dei comizi.

Il corteo si è riunito intorno alle 9 in viale Regina Elena davanti ai Giardini Pubblici e raggiungerà piazza Garibaldi attraversando le principali vie del centro cittadino. Lo ha detto il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso. L'impegno della Cgil non si esaurisce qui, continueremo la nostra battaglia per bloccare l'innalzamento dei requisiti per andare in pensione e perché occorre garantire un lavoro dignitoso e un futuro previdenziale ai giovani. Inoltre, la Cgil chiede di favorire l'accesso alla previdenza integrativa garantendo un'effettiva rivalutazione delle pensioni.

E ancora: "A Cisl e Uil diciamo che non ci si può accontentare di provvedimenti che sono parziali e che bisogna riaprire la vertenza delle pensioni". Li rispettiamo, ovviamente, ma sono lontani dalla piattaforma unitaria sulla previdenza messa a punto un anno fa. Mentre nel mercato del lavoro si ha una crescita "esponenziale di lavoratori dai 50 ai 65 anni che non reggono più, né fisicamente né psicologicamente", sottolinea il leader sindacale, "vi è un travaso in negativo di giovani dai 25 ai 35 anni, che lavorano in modo sempre più precario e discontinuo, e in tanti preferiscono andarsene all'estero". In barba al ruolo del sindacato che dovrebbe essere di sprone e di critica al Governo.

I due sindacati guidati rispettivamente da Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo hanno dato una valutazione positiva della trattativa con il governo che si è conclusa a Palazzo Chigi il 21 novembre. Così è certo che le risorse non bastano mai.

"Come Art1 Mdp abbiamo chiesto di utilizzare la legge di bilancio attualmente al vaglio del Senato e della Camera per cominciare una seria inversione di tendenza accogliendo le richieste avanzate dal sindacato ma questo non è avvenuto e giustamente la Cgil chiama i lavoratori, i pensionati, i giovani alla mobilitazione". Continueremo nei prossimi giorni, anche in parlamento presidieremo la discussione sulla legge di bilancio. Ma sul tavolo c'è il tema più vasto dei diritti, dopo le recenti agitazioni che hanno colpito colossi del calibro di Amazon e Ikea, ai cui dipendenti è arrivato il ringraziamento per aver "squarciato il velo" sulle condizioni di lavoro, e quello dei licenziamenti.

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