Giovane kamikaze si fa esplodere in una moschea, 50 morti in Nigeria

Il lutto per le vittime di una bomba innescata da un terrorista suicida il 16 novembre a Maiduguri in Nigeria

Il lutto per le vittime di una bomba innescata da un terrorista suicida il 16 novembre a Maiduguri in Nigeria

Un attentato suicida è costato la vita a 50 persone in una moschea a Mubi, nello stato nordorientale dell'Adamawa, l'attentato che ha mietuto più vittime quest'anno in un Paese che deve fare i conti con i militanti islamici di Boko Haram. Si sa che ad azionare il detonatore è stato un ragazzo giovanissimo, di soli 17 anni: si è mescolato alla folla di fedeli diretti alla preghiera del mattino, con indosso un giubbotto carico di esplosivo e, una volta entrato, si è fatto saltare per aria. "Stiamo ancora accertando il numero delle persone rimaste ferite nell'esplosione perché si trovano ricoverate in vari ospedali del Paese" ha detto Othman Abubakar, portavoce della polizia. Il bilancio dunque potrebbe anche peggiorare. A renderlo noto è la polizia locale, che - anche se manca ancora una rivendicazione - sospetta che l'attacco provenga dal gruppo jihadista Boko Haram.

Attentato kamikaze in Nigeria.

L'organizzazione jihadista sunnita diffusa nel nord della Nigeria, fondata nel 2002 e dal 2015 alleatasi con l'Isis, negli ultimi sei anni ha già ucciso circa 20mila persone e causato 2,3 milioni di sfollati secondo dati accreditati da Amnesty International e dall'Onu.

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