Argentina, proseguono le ricerche del sommergibile scomparso

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Il Pontefice lo fa tramite un messaggio, firmato dal Cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin, inviato a all'Ordinario Militare dell'Argentina, Monsignor Santiago Olivera. Paesi che hanno basi militari nelle isole dell'Atlantico meridionale, a iniziare dalle Falklands britanniche.

A dichiararlo è stato il portavoce della Marina militare argentina, Enrique Balbi, che ha spiegato che il "rumore", che è "ripetitivo", è stato sentito dalla corvetta Rosales della Marina argentina, da un cacciatorpediniere argentino, oltre che da un aereo P-8 Boeing Poseidon della Marina americana "che ha lanciato delle boe di rilevamento acustico (Sono-Boe) nella zona di ricerca". La prima dell'ammiraglio Gabriel Gonzalez, che si è mostrato fiducioso in quanto il sommergibile avrebbe ossigeno e risorse per tutti e 44 i membri dell'equipaggio. L'operazione è coordinata dal ministro Aguad, che ha passato l'intera giornata di sabato nella sede del ministero, dopo essere stato a Mar del Plata con le famiglie dell'equipaggio. Non si è però riusciti a stabilire un contatto.

Il sottomarino in questione, l'AARA San Juan era partito dal porto di Ushuaia (Patagonia, l'estremo sud dell'America Latina), e stava facendo ritorno verso l'importante base navale, ubicata a 400 km dalla capitale, di Mar del Plata, per concludere una missione della durata di 11 giorni. "Non abbiamo più alcuna comunicazione e questo potrebbe essere dovuto ad un problema alle batterie o di alimentazione elettrica (generata dai motori diesel)", ha chiarito Balbi ricordando che il protocollo prevede che in caso di problemi di alimentazione i sommergibili debbano immediatamente riemergere in superficie.

Due sono state intanto le dichiarazioni importanti sul possibile stato del sommergibile argentino. Nella tarda serata di sabato, un comunicato del ministero della Difesa argentino parla di sette tentativi falliti di chiamate satellitari.

Il "San Juan", fabbricato in Germania dalla Thyssen, è un sommergibile a propulsione diesel-elettrica lungo 65 metri e in grado di raggiungere i 250 metri di profondità, con un'autonomia di 22mila chilometri; varato nel 1983, aveva appena completato i lavori di manutenzione previsti alla metà della sua vita operativa.

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