Libia: Ue, priorita' salvare vite umane, cooperiamo con l'Onu

Migranti, per l'Onu è

Migranti, per l'Onu è "disumana" la collaborazione tra Ue e Libia

Lo afferma una portavoce aggiungendo che è la Ue a finanziare Oim, Unhcr e Unicef. "Stiamo spingendo per la chiusura dei campi di detenzione in Libia". Il commento è affidato a Paolo Lambruschi, esperto della materia e autore di inchieste sui traffici di esseri umani: "L'accordo con la Libia, siglato a Roma a febbraio dal governo italiano, non poteva avere effetti diversi perché è stato stipulato con uno Stato fallito e riguarda in sostanza il traffico di esseri umani business più lucrativo per quelle popolazioni, private dei proventi del petrolio e ansiose di sostituirli Anche se il patto ha portato al dimezzamento degli arrivi e un'impennata nel numero dei rimpatri volontari dalla Libia (sarebbero 8.ooo anche se sulla loro volontarietà qualche operatore umanitario solleva dubbi), è stato un patto con il diavolo, perché ha legittimato anche sequestratori e torturatori di persone inermi e in fuga. Queste agenzie sono parti essenziali del sistema Onu".

"La sofferenza dei migranti in Libia rappresenta un oltraggio alla coscienza dell'umanità", ha aggiunto Zeid, che si è detto convinto del fatto che la situazione sia diventata "catastrofica". "Migliaia di uomini denutriti e traumatizzati, donne e bambini ammassati gli uni sugli altri, rinchiusi dentro capannoni senza la possibilità di accedere ai servizi più basilari" descrive drammaticamente. In quelle prigioni, riporta sempre l'Alto commissario citando il Dipartimento libico per la lotta al'immigrazione clandestina, sono detenute quasi 20mila persone. I filmati sono stati consegnati dalla Cnn alle autorità libiche, che hanno promesso un'indagine.

"La sofferenza dei migranti detenuti in Libia è un oltraggio alla coscienza dell'umanità", ha continuato il principe in una nota.

"La politica dell'Unione Europea di assistere la guardia costiera libica nell'intercettare e respingere i migranti nel mediterraneo è disumana" sono le parole usate dal funzionario dell'Onu.

"Non possiamo essere testimoni silenziosi di questa schiavitù dei giorni nostri, degli stupri e di altre violenze sessuali, di uccisioni in nome della gestione della migrazione e della prevenzione dell'arrivo sulle coste europee di gente disperata e traumatizzata", ha concluso. Per Zeid, "la comunità internazionale non può continuare a chiudere un occhio di fronte agli orrori inimmaginabili subiti dai migranti in Libia, e far finta che la situazione può essere risolta con il miglioramento delle condizioni di detenzione".

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