Fermato Roberto Spada, l'aggressore del giornalista Rai

Ostia, Roberto Spada fermato dopo l'aggressione al reporter di Nemo

Ostia, Roberto Spada fermato dopo l'aggressione al reporter di Nemo

Dopo l'aggressione a Ostia subita da Daniele Piervincenzi di Nemo - Nessuno Escluso da parte di Roberto Spada, era montata la polemica perché l'autore della violenza non era stato ancora fermato dalle forze dell'ordine. "CasaPound, nello specifico, processata più o meno ovunque malgrado le ripetute prese di distanza del vicepresidente Simone Di Stefano dal clan Spada e dalla criminalità organizzata in generale, è diventata il motivo imprescindibile per attaccare la Destra in tutte le sue forme, a favore dei grillini in lizza contro il Centrodestra al ballottaggio di Ostia del 19 novembre prossimo venturo". Hanno negato l'amicizia con il clan, anche se diverse foto e scambi di messaggi su Facebook raccontano esattamente il contrario.

Dopo l'aggressione di martedì contro la troupe della Rai l'aggressore è stato prelevato con l'auto e portato in caserma dai carabinieri in stato di fermo. L'arresto del loro aggressore, messo in atto nella giornata di ieri, è andato in scena sotto la pioggia battente di Ostia, con alcuni residenti del suo quadrante intenti a inviare invettive contro i Carabinieri e i media presenti: a Spada è stata contestata l'aggravante del metodo mafioso.

Poker, boxe e Casapound.

Prima il fermo, poi il trasferimento al carcere di Regina Coeli. Tra le ipotesi investigative dunque non si tralascia il fatto che l'aggressione sia avvenuta ad Ostia, terra di clan, e all'interno eventuali modalità criminali. "Chiediamo alla magistratura - sottolinea il vice presidente di CasaPound Simone Di Stefano - che apra un fascicolo su CasaPound per appurare se esistono rapporti criminosi tra noi e gli Spada; chiediamo anche un'inchiesta parlamentare per tirare fuori la verità su questa vicenda. Lo chiediamo direttamente al ministro degli Interni".

"Non è un naso rotto che ci può fermare" - ha dichiarato il reporter Daniele Piervincenzi dopo l'aggressione, mentre andava a viale Mazzini per incontrare il dg Mario Orfeo che voleva conoscere le sue condizioni - "Certo siamo scossi, sia io che Edoardo Anselmi ..." L'aggravante del metodo mafioso, senza la quale non sarebbe scattato il fermo, deriva secondo gli inquirenti dal contesto nel quale l'aggressione è avvenuta e, soprattutto, dalla platealità con la quale Spada ha voluto dare una prova di forza sul "suo" territorio, davanti agli abitanti del quartiere. All'uscita da casa Spada non ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano un commento e se si fosse pentito dell'aggressione. Dai balconi dei palazzi che affacciano sulla strada un paio di persone hanno urlato "vergognatevi" in direzione degli stessi giornalisti.

E tuttavia, improvvisamente, e magicamente, i mostri che attaccano la stampa e la libertà di parola sono solo gli esponenti di CasaPound e, per proprietà transitiva, la Destra in generale.

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