Unesco, gli Usa lasciano l'organizzazione: "Ha persistenti pregiudizi contro Israele"

"Pregiudizio anti-israeliano, gli Usa lasciano l'Unesco

Dal 1945, la poltrona di leader dell'organizzazione è stata occupata da europei, americani, un asiatico e un africano, e ora i Paesi arabi ritengono che sia arrivato il loro turno, tanto da schierare quattro pretendenti in lizza: oltre a Qatar ed Egitto, anche Libano e Iraq, che però alla fine ha ritirato la sua candidatura. Gli Stati Uniti non hanno mai gradito le decisioni dell'Unesco sulla città di Gerusalemme: l'organizzazione, in particolare, quest'estate ha dichiarato che, nei riguardi di Gerusalemme vecchia e di Gerusalemme est, Israele è una potenza occupante, e che alcuni luoghi sacri sono patrimonio esclusivo dell'Islam. Per Netanyahu la decisione di Trump è "coraggiosa e morale", che accusa l'Unesco di essere diventata un teatro dell'assurdo nel quale la storia viene "distorta anziché preservata".

Ma la decisione sarebbe legata anche alla somma - circa 500 milioni di dollari - che gli Usa devono all'Unesco (Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura) da quando hanno sospeso l'erogazione dei fondi annuali nel 2011 per il riconoscimento della Palestina come stato membro dell'organizzazione. Un passo fatto "non con leggerezza, che riflette le preoccupazioni statunitensi per i crescenti arretrati da pagare, per la necessità di una profonda riforma dell'organizzazione e con il perdurante pregiudizio nei confronti di Israele", ha commentato tramite portavoce il segretario di Stato Rex Tillerson.

LE REAZIONI - Per la Russia l'addio degli americani è "una triste notizia", mentre parla di "una perdita" la stessa Unesco. Una decisione che, dicono a Washington, "non è stata presa a cuor. Il Met rimane profondamente intenzionato ad avere rapporti produttivi con l'Unesco e con i colleghi in tutto il mondo che condividono questo importante obiettivo". L'amministrazione Obama spiegò di doverlo fare a causa di una legge degli anni '90, che proibisce agli Stati Uniti di finanziare agenzie delle Nazioni Unite che riconoscono la Palestina come Stato. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia.

"L'amministrazione di Ronald Reagan si ritirò dall'UNESCO nel 1984 durante la guerra fredda, citando l'organizzazione di corruzione e di avere un orientamento ideologico favorevole all'Unione Sovietica e contro l'Occidente" ha ricordato il presidente George W. Bush all'organizzazione nel 2002, affermando che l'UNESCO ha rimesso il dipartimento dei conti in ordine e ha eliminato le deviazioni più pericolose anti-occidentali e anti-israeliane".

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