ENPAM, pronti da subito a pagare pensioni in cumulo

Pensioni, cumulo gratuito dei contributi: c'è il nulla osta all'Inps del ministero

Pensioni, cumulo gratuito dei contributi: c'è il nulla osta all'Inps del ministero

Mentre il principio cui sembra ispirarsi l'Inps è che il lavoratore perde lo stato di disoccupato anche per un solo giorno di lavoro svolto dopo i tre mesi di ammortizzatori sociali. Così il presidente dell'Inps Tito Boeri, a margine di un intervento all'università Cattolica di Milano scioglie i dubbi su un possibile slittamento della consegna alla Conferenza dei servizi delle graduatorie degli ammessi e non ammessi all'ape social. Le motivazioni fornite dall'ente previdenziale per il diniego di quanti hanno effettuato la domanda per uscire anticipatamente dal mercato del lavoro con quota 41 precoci o Ape sociale rischiano di rendere vano, dice l'Inca, le aspettative di reintrodurre qualche almeno un minimo di flessibilità nel sistema previdenziale.

Secondo le previsioni della legge Fornero [1], dal 2019, nel caso in cui siano registrati aumenti della speranza di vita media, i requisiti utili alle pensioni dovrebbero aumentare di 4 mesi: la pensione di vecchiaia, dunque, si raggiungerebbe con 66 anni e 11 mesi di età, e la pensione anticipata con 42 anni e 2 mesi di contributi per le donne e 43 anni e 2 mesi per gli uomini. L'Inps provvederà, pertanto, ad effettuare un ulteriore monitoraggio sulle domande presentate successivamente al 15 luglio 2017 e l'esito del nuovo monitoraggio sarà comunicato entro il 31 dicembre 2017.

Rispetto al numero di domande stimate dal Ministero del Lavoro, sono arrivate all'Inps numerose richieste per l'anticipo di pensione.

Età anagrafica di almeno 63 anni di età e 30 o 36 anni di contributi previdenziali. Quelle dei lavoratori disagiati perché precoci (hanno iniziato da minorenni); disoccupati; malati o con parenti invalidi. Chi ha maturato i contributi previdenziali richiesti per usufruire dell'indennità, potrà conoscerne a breve l'esito. "Per parte nostra e proprio a partire dall'Umbria, una regione martoriata dalle leggi sul lavoro targate PD, da licenziamenti, crisi industriali, allargamento delle povertà, ci sentiamo impegnati a costruire l'unità di tutte le forze che si battono per i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, per la giustizia e l'uguaglianza, contro chi in questi anni ha fatto solo gli interessi della speculazione finanziaria". Insomma è arrivato il momento di intervenire e i sindacati, sempre in prima fila per difendere i diritti dei cittadini e dei lavoratori, sono pronti alla mobilitazione per dimostrare che le cose possono essere cambiate con le giuste risorse e con l'opportuna volontà da parte delle istituzioni che hanno gli strumenti per poter intervenire in maniera decisa e determinante.

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