Vaccini: a Latisana mamma non firma autodichiarazione e chiama carabinieri

Screenshot della pagina FB

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La vicenda, avvenuta a Latisana, in provincia di Udine (Friuli Venezia Giulia) era salita alla ribalta delle cronache nazionali.

La signora, tornata a casa, ha raccontato tutto su Facebook, con tanto di nome della figlia e foto (alla faccia della privacy che non doveva essere violata). Nel capoluogo lombardo, scrive il Corriere della Sera, un padre ha chiamato i carabinieri per far entrare il figlio a scuola senza i documenti sulle vaccinazioni, ma il bambino non è stato ammesso. I loro genitori non hanno consegnato né le carte che comprovano l'effettuazione di 10 vaccini (poliomielite, difterite, tetano, epatite B, pertosse, Haemophilus influenzae B, morbillo, rosolia, parotite e varicella per chi non l'ha già fatta) né la richiesta di appuntamento per eseguire i mancanti.

"La legge sui vaccini prevede diverse opzioni ovvero la presentazione di un autodichiarazione in cui si indica quali vaccinazioni sono state effettuate, esonero, omissione o copia della richiesta di appuntamento presso l'Asl per la vaccinazione". Documento assolutamente non conforme ai fini della legge che pertanto rifiuto di firmare. Attendo, nel frattempo mi raggiunge Erika per darmi sostegno.

La figlia, in un primo momento non era stata accolta in asilo al suo rifiuto di firmare l'autodichiarazione richiesta.

Rientriamo in ufficio e, la presidente scocciata ci dice che evidentemente a noi piace questa cosa. In poche parole io avrei dovuto tenermi a casa la bambina e prendermela con la regione in quanto 'avendo un documento prodotto dal legale rappresentante che sostiene che non sei in regola quindi la bambina non può frequentare e tu ti presenti lo stesso assumi un atteggiamento di sfida nei confronti dell'asilo' pertanto, visto che, nonostante io sia in regola con la legge, come anche scritto nella circolare ministeriale, ho dovuto portare a casa Valentina alle 13.00, tramite avvocato ho presentato una diffida legale.

Soltanto lunedì, in previsione di eventuali problemi, la vicesindaco Anna Scavuzzo aveva lanciato un appello affinché "non ci siano momenti di tensione".

Niente vaccini, niente asilo o scuola.

A nulla sono valsi i tentativi del personale della scuola nel trovare una soluzione che permettesse la firma della dichiarazione, compresa la cancellazione delle righe non condivise. In molte parti d'Italia c'è chi ha dato vita a scuole 'alternative' o parentali.

In base al decreto Lorenzin questi bambini si vedranno negato l'ingresso fino a quando i loro genitori non adempiranno all'obbligo previsto e fino a quando non consegneranno alle istituzioni scolastiche la relativa documentazione. La possibilità c'è, tuttavia la frequentazione non è gratuita perché le spese ci sono, e dunque non tutti possono permettersele.

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