Smartphone, GILDA: In classe sì e nella carta del docente no, perché?

Maestra cambiata 8 volte in 4 anni: una quinta sta fuori da scuola per protesta

Maestra cambiata 8 volte in 4 anni: una quinta sta fuori da scuola per protesta

E proprio da questo terreno arido bisogna partire per generare positività "Credere in qualcosa di positivo" a partire da sé stessi e dal prossimo che, in tale contesto, è la famiglia, gli alunni, i docenti e chiunque sia coinvolto nel processo educativo; ci troviamo ad attraversare un tempo in cui si rende necessariamente auspicabile un incontro tra le differenti visioni del mondo e le interpretazioni della realtà, del senso profondo dell'esistenza poiché "il male assoluto del nostro tempo è di non credere nei valori". Ma la scuola ora serve più di prima, perché serve per orientarsi, serve per avere le idee e le parole per dirlo. "Il mio augurio è che il loro impegno, la passione che mettono nel loro lavoro vengano riconosciuti e premiati come chiave di volta per il rilancio dell'Italia e per un nuovo sviluppo basato sui meriti e le competenze".

"Intanto lo si scopre adesso solo perché c'è un titolo di giornale, ma questa cosa l'ho detta a luglio, in una iniziativa pubblica nazionale sulla introduzione del digitale nelle scuole, che è la quarta rivoluzione fondamentale, e l'uso dello smartphone appartiene al tema dell'insieme degli strumenti a disposizione". L'Ufficio scolastico provinciale ha lavorato per far sì che la quasi totalità delle cattedre fosse coperta al momento della prima campanella: su 4.500 ne mancherebbero, al momento, circa 200. Durante la mattinata un insegnante di 55 anni, il professor Pasquale Recine, ha avuto un malore in classe, davanti ai suoi alunni, e si è accasciato.

E poi la maestra: Maria una di quelle poche persone che ti cambierà la vita, che ti indicherà delle strade, che lascerà una traccia, che volente o nolente plasmerà con le sue mani quell'argilla informe che ti porti addosso. Una grassa risata, magari provocata ad arte con simpatici esempi esplicativi dell'argomento, è sempre un alleato efficace. L'insegnante, unico attore di questa rappresentazione che ogni giorno va in scena nelle nostre classi, deve "sentire" il pubblico e coglierne gli umori se lo vuole conquistare, riuscendo come un attore consumato a riempire il teatro. "Questo vale anche a casa".

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