La Bce lascia i tassi d'interesse invariati al minimo storico

Quell'inflazione che non arriva

Quell'inflazione che non arriva

Alla vigilia della riunione della BCE Andrea Iannelli, Investment Director Obbligazionario di Fidelity International, analizza il contesto in cui si trova ad operare la Banca Centrale Europea, formulando ipotesi sul suo operato futuro e illustrando le conseguenze per gli investitori. Ciò, nonostante il fatto che il comunicato finale della riunione abbia ribadito che, se la tendenza dell'inflazione dovesse richiederlo, "il Consiglio dei Governatori è pronto a aumentare il programma (di acquisti, ndr) in termini di dimensione e/o durata". Sotto esame, ha anche rivelato, ci stanno la durata complessiva del quantitative easing - il piano di acquisti di titoli, prevalentemente pubblici - e la sua mole, che attualmente è di 60 miliardi di euro al mese. Longo sottolinea che "i mercato non sembra intimorito dalle minacce di Draghi e guarda forse con maggiore interesse all'annuncio del tapering già nel meeting di ottobre, contrariamente ai rumors circolati la scorsa settimana di uno slittamento a dicembre".

Ovvero, resta fermo a 0 il tasso di rifinanziamento principale, a -0,4% quello sui depositi e a 0,25% il tasso marginale. E' arrivato l'atteso riferimento alla forza dell'euro: parlando della volatilità del tasso di cambio degli ultimi tempi, ha detto che è un elemento "di preoccupazione" strettamente monitorato: se ne tengono d'occhio i possibili infatti sulla ripresa. Dal punto di vista dell'inflazione, ha aggiunto, i segnali "non sono ancora convincenti".

L'apprezzamento dell'euro, ha poi spiegato, "è molto importante per la crescita e l'inflazione. La parte preponderante delle decisioni sul quantitative easing sarà presa probabilmente a ottobre".

In particolare, per quanto riguarda la crescita, gli economisti di Francoforte hanno alzato la stima relativa al 2017 portandola a 2,2% da 1,9% di giugno e lasciando invariate rispettivamente a 1,8% e a 1,7% quelle per il il prossimo anno e per il 2019. In precedenza l'euro aveva segnato un picco di seduta a 1,1995 dollari.

Con una politica monetaria dunque che rimane ancora accomodante senza tappe di rientro all'orizzonte, le Borse europee continuano in positivo. E la Banca centrale rivede al ribasso le stime dell'inflazione per 2017 (a 1,5%) il 2018 (a 1,2% dal precedente 1,3%) e il 2019 (a 1,5% dal precedente 1,6%).

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