Esteri - Catalogna, non ci sarà il referendum

Su finestre e balconi delle abitazioni di Barcellona si moltiplicano le bandiere del Sì al referendum anche se la Corte costituzionale di Madrid ha già decretato che è illegale

Su finestre e balconi delle abitazioni di Barcellona si moltiplicano le bandiere del Sì al referendum anche se la Corte costituzionale di Madrid ha già decretato che è illegale

Il procuratore generale, Josè Manuel Maza ha annunciato denunce penali contro il presidente Carles Puigdemont e i dirigenti catalani promotori della consultazione.

Il premier spagnolo Mariano Rajoy ha annunciato che farà di tutto per impedire la celebrazione di un referendum "incostituzionale", ha convocato un consiglio dei ministri straordinario e impugnerà oggi stesso di fronte alla Corte Costituzionale la legge approvata dal parlamento della Catalogna. Alla polizia è stato dato l'ordine di sequestrare il materiale elettorale, schede e registri. Puigdemont ha chiesto ufficialmente ai sindaci di tutti i comuni catalani di confermare la disponibilità dei seggi usati abitualmente per le elezioni, i primi cittadini hanno 48 ore di tempo. "Come si capirà, né il governo né i tribunali possono tollerarlo in alcun modo". Ma i legislatori filo-indipendentisti della Catalogna hanno approvato un disegno di legge che ha lo scopo di fornire una giustificazione giuridica per il voto di indipendenza. A lanciarla è stato il Parlamento della Catalogna, la regione autonoma che, con una lingua e identità nazionale propria, negli ultimi anni ha visto crescere esponenzialmente l'indipendentismo. D'altronde, la questione è di facile interpretazione: quanto è stato possibile in Scozia - un referendum di autodeterminazione - è illegale per la costituzione spagnola. Sono i due provvedimenti con i quali la Catalogna si è messa di fatto al di fuori delle leggi spagnole, avviando la secessione: la legge di convocazione della consultazione popolare oltre a definire i dettagli del voto, si pone, in caso di conflitto, sopra ogni altra normativa, regionale e statale.

Se vinceranno gli indipendentisti, l'obiettivo è trasformare una regione che conta 7,5 milioni di abitanti, della grandezza pari al Belgio, in una repubblica separata dal Regno di Spagna. Il presidente spagnolo si è poi rivolto direttamente ai leader indipendentisti catalani: "Dico loro di non continuare verso il precipizio, di abbandonare questo processo sempre più escludente".

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