Venezia: Redford, volevo fare un ultimo film con Jane prima di morire

Con Robert Redford in Il cavaliere elettrico

Con Robert Redford in Il cavaliere elettrico

Jane Fonda e Robert Redford sbarcano in Laguna a 47 anni da A piedi nudi nel parco per ritirare i Leoni d'oro alla carriera e presentare il film targato Netflix Our Souls at Night. E che racconta la storia romantica di una coppia di anziani vedovi, ovviamente interpretati da Robert Redford e Jane Fonda. E questa era l'occasione di recitare in un film che riflettesse la nostra vera età. "Dobbiamo salvare il pianeta - gli ha fatto eco la Fonda -. Tutti dobbiamo fare quello che possiamo per bloccare un disastro ambientale". Cinema indipendente come scelta "naturalmente americana", come ha spesso ripetuto, una sorta di laboratorio "di resistenza" per mantenere alto il profilo cinematografico sul quale si è formato - negli anni Sessanta - l'ottantunenne regista di Santa Monica. Lei continua a divertirsi: "Non è mai troppo tardi". Specialmente nel nostro paese...

RR: Abbiamo una grande responsabilità, il nostro Pianeta è l'unico che abbiamo. I due si sono sempre guardati a vicenda viversi con il distacco che impone il buon vicinato, ma Addie una sera lo incontra spiegandogli l'urgenza che ha di avere almeno qualcuno che le tenga compagnia. Era difficile trattenersi e non toccarlo. Questo è un film completamente diverso, ma la dinamica fra noi due era la stessa: il mio personaggio parte di slancio, il suo va a rimorchio. Abbiamo una lunga storia insieme al cinema. "Io e Robert non lavoravamo più insieme da tanti anni, volevo passare tempo con lui e innamorarmene di nuovo", ha raccontato Jane Fonda in conferenza stampa. "Stanno uscendo tutte ore", ha detto scherzando lui.

Tutto Our Souls at Night sembra infatti essere una sorta di celebrazione della resistenza vitale alla morte. Con lei c'è connessione, contatto, affetto e professionalità.

Robert Redford: No, non cambia ma aumenta. E migliora, a dire la verità. Si è atletici, ci si muove dappertutto.

RR: Ci sono state delle cose dette, e non dette. Forse non te lo avevo mai detto ma per questo volevo stare con lui. Louis sta passando la sua consueta tranquilla serata in casa tra parole crociate e televisione quando la vicina bussa alla porta, e chiede di parlargli. "Quando si è giovani non pensi che invecchierai mai".

Non è mai cambiato nulla. Ma fatemi aggiungere qualcosa riguardo l'invecchiare.

Un'esperienza positiva quella offerta da Netflix, dunque?

Che cos'è un divismo come il loro nell'era di Internet e dei social network? "O magari sei stato tu a decidere...". Ha scelto di lasciarsi andare, di essere preda del non ricordo, e così lentamente ha perso anche quelle persone che hanno tentano di starle accanto.

Perché ha voluto realizzare questo film di cui è anche produttore?

RR: C'è un momento in cui pensi solo a cosa potrai fare nella tua vita e cose del genere, poi arrivano i figli. E poi devi lasciarli. Devi rinunciare ad alcune cose quando invecchi, una restrizione e limitazione anche creativa che è triste in una certa misura. E questo è nel film... Ecco qual è il rischio che incontra la pellicola, la sensazione che il tutto non venga esposto senza riserve, lasciando il posto ad un racconto immobile ed inerziale, che non riesce a dialogare con le spettatore. E poi sogniamo di poter rimediare...

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