Sgomberi, vertice Raggi-Minniti sugli alloggi. Sindaco: "Apriamo le caserme"

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Si è svolto oggi al Viminale il primo faccia a faccia fra il Ministro dell'Interno Marco Minniti e il sindaco di Roma Virginia Raggi per discutere di emergenza abitativa nella Capitale dopo gli scontri e le tensioni di Piazza Indipendenza seguite allo sgombero di un immobile occupato da rifugiati eritrei. Nel corso della riunione, "svoltasi in un clima pienamente costruttivo", informa il Viminale "si è convenuto sull'importanza di una collaborazione interistituzionale". Il sindaco ha ribadito ulteriormente che le situazioni delle cosiddette fragilità - donne sole con bambini, anziani e malati - avranno la precedenza sulle altre. Insomma una nota molto diplomatica che in pratica conferma soltanto una cosa: collaborazione sì, ma zero soluzioni per ora. Ho portato al Tavolo le nostre proposte, ossia sostanzialmente di rivedere l'intero sistema che va dall'emergenza alloggiativa all'accoglienza delle fragilità, al discorso dei rifugiati. "Chiediamo che il ministro Minniti incontri noi, perché la Raggi ha dimostrato solo incompetenza e arroganza, e non volontà di risolvere il problema", l'annuncio-appello dei movimenti per l'emergenza abitativa che poi in Campidoglio hanno incontrato le opposizioni.

"Ho presentato tra le altre due proposte: la messa a disposizione delle caserme, quelle che hanno peraltro gli alloggi di servizio e che quindi potrebbero essere riadattate per abbassare le liste di attesa". "Ricordiamo - ha aggiunto - che a Roma ci sono oltre 10mila persone che attendono una casa da oltre 10 anni". Raggi ha detto di aver proposto l'uso di caserme e di riattivare il mercato immobiliare.

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