Uova contaminate da fipronil: due casi riscontrati in Italia

A Milano uova contaminate, sequestrate omelette.

A Milano uova contaminate, sequestrate omelette.

Nonostante le rassicurazioni da parte del Ministero della Salute circa la presenza di uova contaminata in Italia, su 114 campioni analizzati due sono risultati contaminati dal fipronil.

"In collaborazione con le autorità sanitarie regionali e il Comando Carabinieri per la tutela della salute - spiegano dal ministero della Salute - abbiamo proseguito nella scorsa settimana un'intensa attività di monitoraggio su uova, prodotti derivati e alimenti che li contengono, sia di provenienza estera che nazionale, per la ricerca di eventuali contaminazioni da fipronil". Il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, ospite del meeting di Rimini di Comunione e liberazione, ha chiesto di fare i nomi delle aziende coinvolte, pubblicare come in Francia l'elenco dei prodotti coinvolti e togliere il segreto sulla loro destinazione finale, rendendo pubblici i flussi commerciali delle materie prime provenienti dall'estero.

La Coldrietti ricorda anche che sul guscio delle uova di gallina è presente un codice che con il primo numero consente di risalire al tipo di allevamento (0 per biologico, 1 all'aperto, 2 a terra, 3 nelle gabbie). Anche l'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), nelle Linee guida 2000-2002 ai pesticidi, considera il fipronil, allo stato solido, "moderatamente tossico per l'uomo".

A Roma le uova si trovavano in un laboratorio artigianale di pasta all'uovo, ad Ancona in un centro di imballaggio di uova per la grande distribuzione.

Poi l'11 agosto, dopo indiscrezioni di stampa, veniva emenato un nuovo comunicato stampa: "dai riscontri incrociati, effettuati dal Ministero della Salute, tra le liste di aziende coinvolte e di quelle che hanno spedito prodotti in Italia negli ultimi tre mesi, al momento risulta solo, da una segnalazione delle autorità francesi, pervenuta in data 8 agosto attraverso il RASFF, che un'azienda di tale Paese ha acquistato uova da uno degli allevamenti olandesi interessati e le ha trasformate in ovoprodotti che ha poi venduto anche presso un'azienda italiana". Sono escluse quindi conseguenze per la salute umana. Ora si lavora per capire la fonte di contaminazione dei due campioni, che dovrebbero essere sempre dei derivati, né uova intere né prodotti finiti.

Nessun pericolo ci sarebbe per le uova di origine italiana, che sono facilmente riconoscibili perché su di esse è riportata l'indicazione dell'origine.

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