Adele De Vincenzi non ce l'ha fatta: uccisa dallo sballo

Il Pronto soccorso el Galliera

Il Pronto soccorso el Galliera

Genova - Sarà l'autopsia a chiarire oggi le cause della morte di Adele de Vincenzi, la ragazza di 16 anni che è morta dopo essersi sentita male per la probabile assunzione di droga. La ragazza si trovava ospite in casa di amici in via Corridoni, nel quartiere di San Martino: nell'appartamento dove era in atto un festino, erano presenti due coetanei dell'adolescente e due maggiorenni, i quali sono stati tratti in arresto arresto per possesso e cessione di sostanze stupefacenti. Secondo quanto è stato accertato dagli investigatori diretti dal primo dirigente Marco Cal, ìl pusher sarebbe stato contattato da un altro ragazzo minorenne, ancora non identificato, in veste di "mandante" per ottenere il cristallo di ecstasy. La squadra mobile di Genova è ora sulle tracce dello spacciatore che ha rifornito la ragazza.

Venerdì, in tarda serata, i quattro giovani si danno appuntamento nella stanza di Rigotti. Alla stazione ferroviaria di Brignole, però, ha avvertito un malore: per lei non c'è stato niente da fare. La giovane, portata d'urgenza all'ospedale Galliera, non è riuscita a salvarsi.

Soccorsa immediatamente dal 118, è deceduta al pronto soccorso dell'ospedale genovese Galliera. "Lo facevamo ogni tanto per sballarci nel fine settimana, ma non eravamo mai stati male".

E aggiunge: "Ero tranquillo, mi dicevo: ha la sua ragazza, sta bene con lei, non andrà a mettersi nei guai". Ieri pomeriggio i famigliari raggiungevano l'abitazione risalendo una scala che dalla via principale si spinge sino alla sommità della collina, è lì che si trova lo stabile.

"Ridammi un giorno, solamente uno - le scriveva sulla sua pagina Facebook - per stare con te, mamma".

Adele De Vincenzi non ce l'ha fatta. Poi, si è ritirato nella casa di Chiavari.

Sono già due, nel giro di pochi mesi, le minorenni morte a Genova per uso di droga. Tante droghe, anche di nuova importazione come avevamo visto nel caso della droga Amnesia, che sono estremamente pericolose, potenzialmente letali o in grado di lasciare danni permanenti in chi le assume.

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