Genova, Papa Francesco incontra gli operai dell'Ilva

Papa Francesco a Genova- RV

Papa Francesco a Genova- RV

"Diventa un'economia senza volto e quindi un'economia spietata", ha detto ancora il Papa parlando all'Ilva.

"Chi perde il lavoro e non ne trova un altro - è la quarta e ultima risposta del Papa - sente che perde la dignità così come chi è costretto a accettare lavori cattivi... traffico di armi, pornografia, giochi di azzardo, nelle imprese che non rispettano i valori della natura". "Oggi il lavoro è a rischio" perché "non si considera con la dignità che ha" e invece "il mondo del lavoro è una priorità umana e pertanto è una priorità cristiana, e anche una priorità del Papa".

Ammonisce anche la politica che "a volte sembra avvantaggiare chi specula e non chi investe". Queste le parole del Papa: "Cari bambini ospiti dell'ospedale Gaslini di Genova vi saluto tutti con affetto in attesa di incontrarci sabato. Secondo questa interpretazione, il talento non è un dono, è un merito non un dono". In quest'ottica il mondo economico leggerà i diversi talenti come meriti. E' questo uno dei quattro messaggi letti questa mattina all'incontro con il mondo del lavoro. La povertà e' colpa del povero. "E se la povertà è colpa del povero - ha affermato - i ricchi sono esonerati dal fare qualcosa". È la vecchia logica degli amici di Giobbe, che volevano convincerlo che le sue disgrazie fossero colpa sua. La cultura competitiva dei lavoratori dentro l' impresa è un errore, è una visione che va cambiata se vogliamo il bene delle imprese dei lavoratori e dell' economia. Non dimentichiamo che l'imprenditore deve essere prima di tutto un lavoratore.

A far compagnia al Pontefice in questo momento conviviale in cima al monte Figogna c'erano 135 persone che poco prima avevano partecipato all'incontro con i giovani. "La diocesanità è la porzione del popolo di Dio che ha la faccia: nella diocesanità c'è la faccia del popolo di Dio". Preghiere dette anche con la mani, con il sudore e la fatica del lavoro, da chi non sapeva pregare con la bocca.

"Un assegno statale mensile non risolve". Egli è nostro 'avvocato' e, quando abbiamo qualche 'causa' importante, facciamo bene ad affidargliela, a dirgli: "'Signore Gesù, intercedi per me, per noi, per quella persona, per quella situazione...'".

Papa Bergoglio traccia poi l'identikit del buon imprenditore, colui che crea posti di lavoro, valorizzando i propri lavoratori senza sfruttarli. Per il Papa gli "uomini e le donne si nutrono del lavoro: con il lavoro sono unti da dignità". Attorno al lavoro si edifica l' intero patto sociale. Quando non si lavora o si lavora troppo è la democrazia che entra in crisi.

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