Addio Nicky Hayden, il pilota morto dopo 5 giorni di coma

La notizia che tutti non volevamo è arrivata: Nicky Hayden si è spento all'Ospedale Bufalini.

Il centauro era tenuto in vita grazie dai macchinari nel reparto di Rianimazione dell'Ospedale Bufalini di Cesena dove era ricoverato da mercoledì in seguito al grave incidente occorsogli. Lo ha annunciato una nota dell'ospedale, che successivamente ha spiegato che il comunicato è stato anticipato per errore, prima di avvertire la famiglia.

Sono state tantissime le reazioni di cordoglio del mondo dello sport: pensieri di forte sconvolgimento sono stati rilasciati da piloti come Marc Marquez, Dani Pedrosa e molti altri sportivi.

Hayden è deceduto a causa delle gravi ferite riportate nell'incidente che lo ha coinvolto mentre si allenava in bici, sempre nella giornata di mercoledì, nei pressi di Misano Adriatico. Un video che oltre a fugare ogni dubbio residuo sulla dinamica, permetterà al consulente nominato dal pm Paolo Gengarelli di calcolare anche la velocità dell'automobile. Dal mercoledì era ricoverato in rianimazione per un gravissimo politrauma e una vasta lesione cerebrale. Dopo aver disputato 13 stagioni in MotoGp, con 218 Gran premi disputati, tre vittorie in MotoGp e 28 piazzamenti sul podio, nell'ultima stagione disputata nel 2015, il pilota di Owensboro è stato nominato MotoGp Legend. Nei giorni precedenti aveva corso il gran premio di Superbike sul circuito di Imola. Dopo una lunga militanza nella classe regina, che lo ha visto conquistare il Mondiale nel 2006 con il team giapponese e gareggiare anche con la Ducati, nel 2016 Hayden è passato in Superbike con Red Bull Honda, la scuderia ufficiale della Casa dell'ala, concludendo con il quinto posto in classifica generale.

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